Cottanello e le ville della Sabina tiberina

Le nuove informazioni provenienti dalle ricerche condotte presso la villa di Cottanello, che permettono di confermare la successione di diverse fasi costruttive e di frequentazione delle strutture dalla tarda età repubblicana fino a epoca tardoantica, offrono un utile punto di partenza per alcune osservazioni sugli altri insediamenti rurali presenti nell’area sabina, in particolare del settore indicato come Sabina tiberina. In questo territorio,  in epoca romana aveva come punto di riferimento il municipio di Forum novum, identificato presso S. Maria in Vescovio, Torri in Sabina.

ATTIVITA' ARCHEOLOGICHE

Alle ricerche sul campo e allo studio delle strutture e delle fasi della villa, si sono costantemente affiancate attività di documentazione, catalogazione e studio dei materiali archeologici. Per rendere più efficace la gestione dei dati è stato realizzato un database per le diverse categorie dei materiali. Si è proseguito inoltre il riesame comparativo dei materiali dei vecchi scavi della villa e lo studio della produzione e dell’impiego della tipica breccia rosata che prende appunto il nome di “marmo” di Cottanello, già avviati nel corso delle ricerche 2010-2012.

ANALISI GEOLOGICHE: IL COSIDDETTO MARMO DI COTTANELLO

Sono stati analizzati i caratteri strutturali, petrografici e geochimici di una tipica pietra color rosa, nota come "marmo di Cottanello", che in termini geologici può essere definita calcare rossastro o rosato appartenente alla formazione della scaglia rossa. La cava principale si trova sul Monte Sterpeto, a circa 1 km e mezzo dal centro abitato di Cottanello, ed è stata attiva fino agli anni '70 del secolo scorso.

ANALISI ARCHEOMETRICHE

La caratterizzazione dei materiali è stata effettuata utilizzando tecniche spettroscopiche non distruttive o micro-distruttive come l'imaging iperspettrale (HSI) e la microfluorescenza a raggi X (XRF), la spettroscopia micro-Raman, la spettroscopia a infrarossi (FT-IR) e l'osservazione di campioni di ceramica e intonaco dipinto in sezione lucida e sottile mediante microscopia ottica (MO).

ATTIVITA' PER LA CONSERVAZIONE DELLE STRUTTURE E DEI MATERIALI ARCHEOLOGICI

Il gruppo di ricerca sta sviluppando strategie per la conservazione del materiale archeologico, compresa l'applicazione di tecnologie investigative non distruttive. In particolare, è in corso la sperimentazione di nuovi bioprodotti per la pulitura delle superfici musive, specialmente per quanto riguarda le macchie di ruggine, provocate dal deterioramento delle coperture metalliche.