La villa romana portata alla luce in località Collesecco, presso il Comune di Cottanello, nella provincia di Rieti, è una delle più ampiamente scavate nel territorio della Sabina tiberina. L’edificio riveste inoltre una particolare importanza tra le ville della zona per l’articolazione della planimetria e per la ricchezza della decorazione. Si tratta infatti di una villa ad atrio e peristilio, con un ampio complesso termale e un monumentale criptoportico.

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Numerosi ambienti hanno una pavimentazione a mosaico, generalmente geometrico ma anche con alcuni inserti figurati, e le pareti sono rivestite di intonaco dipinto; particolarmente interessanti sono i resti della decorazione architettonica  fittile. In base all’analisi delle strutture murarie e allo studio dei mosaici e dei materiali rinvenuti, è stato possibile ricostruire una sequenza di fasi edilizie. La più antica (III-I sec.a.C.), i cui resti sono visibili in alcuni ambienti dove le indagini sono state approfondite al di sotto dei livelli pavimentali, si riferisce a un edificio di cui non è possibile precisare l’articolazione e l’estensione; la fase principale si colloca all'inizio del I secolo d.C., con interventi successivi dalla seconda metà del I sec. d.C. fino a tutto il II sec. d.C.; una terza fase si riferisce a una frequentazione del sito in età tardoantica (IV-VI sec.d.C.).

 

 

 

 

 

 

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Orlo di dolio con il bollo MCOTTAE

 

 

Grazie al rinvenimento nel corso dei vecchi scavi di un orlo di dolio con il bollo MCOTTAE  è stato possibile connettere la proprietà della villa alla nobile famiglia di origini sabine degli Aurelii Cottae di cui Mara Sternini ha ricostruito l’albero genealogico. Nel 2011, nel criptoportico, è stato rinvenuto un altro orlo con lo stesso bollo iscritto. Questi ritrovamenti permettono anche di confermare il collegamento con questa famiglia e le sue proprietà per l’origine del toponimo di Cottanello.

L'ingresso moderno è collocato nel lato sud presso l’ambiente 19, mentre è probabile che anticamente l’accesso principale fosse ad est, attraverso il portico 14. Il criptoportico (21) è un corridoio sotterraneo, parzialmente scavato, che doveva avere la funzione di magazzino per grandi dolia destinati a conservare i prodotti agricoli (in particolare l’olio). Un primo gruppo di ambienti si articola intorno al cortile 15, caratterizzato dalla presenza di una vasca (impluvium) per la raccolta delle acque piovane. A nord, il cortile 15 comunica con l’ambiente 10, identificato come un triclinio e affiancato da quattro piccoli vani interpretabili come cubicula. A nord del vano 10 si trova il grande ambiente 7, forse l’atrio principale, che serviva da collegamento tra le varie parti della villa: ad est si apriva infatti su un portico che insiste sul braccio nord-sud del criptoportico, a nord era collegato con ambienti non ancora indagati, mentre ad ovest consentiva il collegamento con il peristilio attraverso un’esedra. Sul lato sud del peristilio, che presentava colonne in laterizio rivestite da intonaco, si affacciano alcuni vani (di cui uno con una scala che attesta l’esistenza di un secondo piano) ed altri dovevano trovarsi sul lato nord, ancora da scavare. Il settore sud della villa è occupato da un complesso termale, composto da 8 ambienti tra cui si distingue per la più complessa articolazione planimetrica il vano 26, a pianta centrale. La funzione di questo ambiente come laconicum o frigidarium non è tuttavia chiara, come del resto non sono certe le funzioni degli altri vani del complesso, sia per lo stato di conservazione delle strutture che in assenza di dati relativi ai vecchi scavi. Le indagini degli ultimi anni  si sono concentrate proprio in questo settore per cercare di chiarire le problematiche legate all’interpretazione degli ambienti. Nel settore ovest si trovano strutture  prevalentemente di età tardoantica (IV-VI secolo).  In questa zona è forse possibile riconoscere un settore della parte rustica originaria, che ha subito delle trasformazioni in epoca successiva.

    peristilio  Ingresso villa romana di Cottanello